giovedì, settembre 14, 2006

VIVISEZIONE: come esaltare l'ignoranza dell'UOMO




QUESTA è LA CULTURA CHE CI VOGLIONO INSEGNARE

Ogni anno centinaia di milioni di animali vengono uccisi durante esperimenti di vivisezione. Ogni campo della ricerca medico/scientifica utilizza questa tecnica, sebbene i risultati che si ottengono sono sbagliati o fuorvianti. Fisiologia, patologia, genetica, farmacologia, tossicologia, chirurgia, psicologia, sono soltanto i principali campi in cui si compiono esperimenti di vivisezione. Sugli animali però vengono anche testati pesticidi, cosmetici, armi chimiche, ossia sostanze che non servono al progresso scientifico.
Come mai tanti ricercatori impiegano ancora questo metodo che non è mai stato dimostrato essere scientificamente valido? Quali interessi permettono che, nell'era del computer, si utilizzino ancora gli animali per ricavare dati riguardanti gli esseri umani? Lo scopo di questo opuscolo pertanto non è solo quello di presentare le argomentazioni scientifiche ed etiche del movimento antivivisezionista, ma anche spiegare quali interessi permettono la sopravvivenza di un metodo di ricerca crudele e scientificamente non valido.

COS'E' LA VIVISEZIONE
Per vivisezione si intende un esperimento in cui vengono impiegati animali. I vivisettori invece preferiscono il termine più neutro di sperimentazione animale. In realtà esistono ricerche in cui, pur non compiendo una "sezione da vivo", l'animale subisce un notevole grado di sofferenza. Ad esempio nel campo della psicologia si condizionano gli animali a comportarsi in una certa maniera sottoponendoli a ripetute scariche elettriche attraverso il pavimento della gabbia. La sofferenza inoltre comincia prima dell'esperimento, quando si sottraggono gli animali dal loro ambiente naturale. Quelli invece nati negli allevamenti subiscono dal primo giorno di vita le condizioni innaturali della stabulazione, ossia della permanenza nella gabbie. La vita di questi animali è scandita dai ritmi imposti dai ricercatori. Hanno spazi ristretti, solitamente non possono socializzare e per questo motivo vengono isolati dal loro simili, mangiano quando e come vogliono i ricercatori, spesso restano in stanze perennemente illuminate artificialmente e non vedono mai la luce del sole. L'inizio dell'esperimento porta spesso gli animali ad un lungo calvario che termina con la morte. Nessuna specie viene risparmiata: topi, ratti, conigli, uccelli, pesci, ma anche cani, gatti, scimmie, bovini e cavalli. Secondo i dati ufficiali in Italia ogni anno vengono vivisezionati più di 1.000.000 di animali, in Gran Bretagna circa 3.000.000, negli USA 20.000.000, nel mondo 300.000.000/400.000.000. Si compiono esperimenti nelle Università, negli ospedali, in Istituti di ricerca pubblici e privati (ad esempio associazioni per la ricerca delle più svariate malattie), nelle industrie di ogni genere. Tutti i prodotti, prima di essere commercializzati devono, per legge, essere testati sugli animali: farmaci, cosmetici, pesticidi, ma anche olio per i motori delle macchine, additivi alimentari, prodotti per l'igiene della casa, inquinanti ambientali e tanti altri. E' sufficiente questa osservazione per capire l'entità del fenomeno. Le modalità con cui vengono compiuti gli esperimenti sono le più svariate: gli animali sono avvelenati, ustionati, accecati, shockati, affamati, mutilati, congelati, decerebrati, schiacciati, sottoposti a ripetute scariche elettriche attraverso elettrodi conficcati nel cervello e infettati con qualsiasi tipo di virus o batterio, anche quelli che non colpiscono gli animali, come il Treponema Pallidum per la sifilide o l'HIV per l'AIDS. Per non disturbare i ricercatori a volte gli animali sono stati persino devocalizzati, ossia gli sono state tolte le corde vocali in modo da impedirgli di urlare. Comunque, secondo i dati britannici, che sono gli unici al mondo ad essere piuttosto attendibili, nel 70% circa degli esperimenti gli animali non vengono anestetizzati e nel 30% rimanente, solo ad una parte viene somministrato almeno qualche antidolorifico. Insomma vivisezione vuol dire rendere gli animali oggetti da utilizzare a proprio piacere e per i propri scopi, ignorando la loro sofferenza e il loro diritto ad essere rispettati.

GLI INTERESSI LEGATI ALLA VIVISEZIONE
La vivisezione sopravvive non perché contribuisce al progresso scientifico, ma perché è utile a chi la pratica. I vantaggi che si ottengono sono sostanzialmente economici e di carriera.
Intorno alla vivisezione ruotano molti soldi direttamente legati all'allevamento e alla stabulazione degli animali da esperimento, oppure alla loro cattura (per esempio le scimmie), nonché alla produzione di tutto il necessario per il loro mantenimento e infine per l'esecuzione degli esperimenti. Ma è a livello industriale che si concentrano i maggiori interessi. Grazie alla vivisezione infatti le industrie farmaceutiche si tutelano dalle possibili denunce di quanti hanno subito effetti collaterali dei farmaci assunti. Inoltre l'estrema variabilità dei risultati permette di ottenere quanto desiderato semplicemente cambiando la specie su cui si compie l'esperimento. Così le industrie farmaceutiche possono dimostrare praticamente l'utilità o l'innocuità di qualsiasi sostanza.
Anche a livello universitario però la vivisezione fornisce significativi vantaggi a chi la compie. Gli esperimenti sugli animali permettono infatti facili e veloci pubblicazioni su riviste scientifiche, condizione questa necessaria e indispensabile per compiere altrettanto facili e veloci carriere universitarie, fonte a loro volta di fama e soldi.
Esistono però anche molti scienziati in buona fede che, abituati a ritenere la vivisezione utile al progresso scientifico, non sono in grado di mettere in discussione questo dogma. Questa visione antistorica della ricerca viene insegnata già al primo anno delle Facoltà scientifiche e rinforzata in seguito. Così lo studente al momento della laurea, pur avendo gli strumenti scientifici adeguati per farlo, non sarà più in grado di mettere in discussione l'utilità della vivisezione.

LA SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI è ORMAI DIFFUSISSIMA SU OGNI PRODOTTo DI QUALSIASI GENERE, L'IMPORTANZA STA NEL SAPERE COSA SI CONSUMA E COSA STA DIETRO AL PRODOTTO CHE SI CONSUMA.

inizio a rifiutare la logica umana del "basta che mi arrivino i soldi in tasca,del resto me ne fotto"!

per meglio informarsi: www.infolav.org
www.xmx.it/vivisezione.htm
www.petatv.com
www.lcanimal.org

ps: sono sicuro che molti cosiddetti scienziati appena tornato a casa salutano il loro fedele cane, danno un bacio a quella sporca puttana della moglie, abbraccia i figli e si siede atavola tranquilo come se niente fosse successo..e io credo nell'estinzioni di tali persone.

2 commenti:

G.P. ha detto...

uniamoci e combattiamo la vivisezione
cazzo..

Inktomi ha detto...

vivisezioniamo gli scienziati!!!!